interviste

A tu per tu con Roberto Antognarelli (Ancora Italia Emilia Romagna)

Che cosa significa per te «Ancora Italia – per La Sovranità Democratica» e perché non è un partito come gli altri?
Ancora Italia è un partito che si dichiara ideologico e democratico. Il contrario quindi dei partiti e movimenti attuali che vivono di apparenza. S’ispira ai modelli della prima repubblica quando la politica si pregiava di avere contenuti opinabili ma confessabili.

Quali sono gli obiettivi a lungo termine che ti poni con «Ancora Italia – per La Sovranità Democratica»?
Obiettivi molteplici ovviamente. In primis il ritorno ad una società ancorata a grandi valori e non solo alla materialità dei consumi. Occorre rifuggire dall’equazione consumi=qualità della vita che il sistema neoliberista ha utilizzato per farci correre a perdifiato. La riscoperta dei valori della spiritualità laica è obiettivo di fondo.   Ecco perché la nostra prima che politica è una battaglia culturale.

Il partito punta molto sull’aspetto culturale e informativo. Perché è così importante?
E’ giusto cercare non solo di intercettare le rivendicazioni dei cittadini delusi ma dobbiamo anche cercare di fornire loro la chiave di lettura corretta per interpretare la realtà. Dobbiamo aprire loro gli occhi.

Ora la battaglia politica si concentra sul Green Pass e sui diritti costituzionali. Ma quali sono le altre priorità, secondo te, della nostra forza politica?
Oggi si parla solo di GP, ma a mio avviso la priorità resta quella di impedire il saccheggio del Paese da parte dei poteri forti che farebbe seguito a quello della Grecia. È antica tradizione quella della espoliazione del “bel Paese”. Una volta avveniva manu militari. Oggi con strumenti più raffinati. Occasionale ma curiosa coincidenza: tra 5 anni ricorre il cinquecentenario del sacco dei lanzi.

Quali sono le peculiari battaglie politiche che intendete portare avanti sul vostro territorio?
Quelle che saranno indicate dal congresso regionale prossimo venturo.

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