interviste

A tu per tu con il vicepresidente Antonello Cresti

intervista al vicepresidente del partito

Caro Antonello, che cosa significa per te «Ancora Italia – per La Sovranità Democratica» e perché non è un partito come gli altri?

Sarebbe facile rispondere a questa domanda affermando che Ancora Italia rappresenta ciò che in questo momento non c’è nel panorama politico italiano.
E’ evidente infatti che tutte le forze parlamentari sono nell’essenziale concordi con la linea politica questo momento prevalente, cioè quella del Capitalismo della Sorveglianza e della Biopolitica.
Però anche riconducendosi al novero dei partiti o dei movimenti antisistema la prima cosa che salta all’occhio è che in tutti questi casi si tratta di formazioni politiche “One Issue”, per così dire, ovverosia. legate unicamente a un unico scopo, a un unico obiettivo.

Ancora Italia si distanzia da tutto questo per il semplice fatto che è l’unico partito presente attualmente sullo scenario politico che è animato da quella che un tempo veniva definita weltanschauung, da una visione del mondo complessiva e sfaccettata. Crediamo che sia questo a fare la differenza, poiché non dobbiamo essere mai più relegati ad una “unica dimensione”, per metterla con Marcuse.


Quali sono gli obiettivi a lungo termine che si pone «Ancora Italia – per La Sovranità Democratica»?

Troppo spesso si sceglie di far politica con l’unico intento di rimediare una qualche poltrona. Di potere o sotto potere.
Io non voglio negare che trovarsi nella cosiddetta stanza dei Bottoni abbia una sua importanza strategica. Ma credo anche che sia necessario recuperare il senso profondo del far politica, che in un momento come questo, ancora prima che trastullarsi con sogni di potere o di governo, significa riaffermare in questo paese la possibilità che esista uno spazio di opposizione.

E con questa parola intendo riferirmi a tutte le idee, a tutte le pratiche che in questo momento di fatto sono o censurate o tacciate di essere improponibili o addirittura perseguitate.

Ecco… che esista uno spazio di alternativa in questo momento è un esigenza vitale, non solo per coloro che in questo supposto spazio si riconoscono, ma forse ancor di più anche per coloro che si sentono rappresentati dall’attuale potere egemonico.

Un mondo con un’unica visione, dominato dalle stesse parole d’ordine, è un mondo infinitamente più povero e questa povertà dovrebbe essere avvertita come una minaccia da tutti.

Ancora Italia scende nell’agone politico proprio perché delle nuove parole, delle nuove pratiche, delle nuove idee possano rientrare legittimamente nel dibattito pubblico per arricchirlo e naturalmente per indirizzare il popolo verso una possibilità di uscita da un mondo che si è fatto letteralmente disumano.


Il partito punta molto sull’aspetto culturale e informativo. Perché è così importante?

Ricollegandosi anche a ciò che dicevamo prima è praticamente impossibile pensare di incidere in termini profondi nella società in cui noi viviamo senza provare a stabilire una forma di “controegemonia culturale”. Occorre dunque proporre nuove parole d’ordine nuovi linguaggi che siano strutturalmente antitetici a quelli del potere dominante, solo così potremo realmente costruire le basi per un fare politico che sia profondamente diverso, profondamente nuovo, riconnesso con l’essere umano.

Troppo facile abbandonarsi a facili slogan e a semplificazioni di vario genere poiché serve un pensiero, una filosofia della complessità che spieghi senza banalizzazioni le motivazioni per cui questo mondo sta andando in una direzione molto pericolosa. L’aspetto della cultura a me è molto caro per ragioni esistenziali e professionali. Ecco… io credo che in una prospettiva di liberazione politica l’arte e la cultura debbano ritrovare il loro ruolo centrale di avanguardie dell’animo e del sentire umano.

Per fare questo però è necessario che gli uomini di cultura di artisti recuperino il senso della loro esperienza. Recuperino le profonde motivazioni della loro azione. Siamo immersi in un panorama in cui gli intellettuali e gli artisti, oramai agiscono come dei testimonial, come degli influencer del potere. Una visione simile deve essere diametralmente a rovesciata. E io credo che i linguaggi creativi possano avere proprio nella crescita in termini di consensi del nostro movimento un ruolo decisivo. Sarò lieto di adoperarmi in questa direzione in prima persona.


Ora la battaglia politica si concentra sul Green Pass. Ma quali sono le altre priorità della nostra forza politica?

Noi ci chiamiamo Ancora Italia per la sovranità Democratica proprio per affermare che il primo punto della nostra azione deve essere quello del ripristino integrale dei valori espressi dalla nostra Costituzione Repubblicana. Troppo spesso si è parlato di sovranismo in termini, spregiativi o comunque meramente sloganistici. Non si tratta di questo.

Il recupero della sovranità in questo paese significa infatti riconsegnare al popolo italiano le chiavi del proprio protagonismo. Una sovranità sostanziale, non di facciata, in un mondo multipolare in cui si interloquisca pacificamente con chiunque senza preclusioni di sorta. E’ il tempo di costruire un mondo nuovo in cui l’Italia possa giocare un ruolo decisivo come la sua storia, la sua posizione fanno pensare. L’idea che il nostro paese debba fungere da peso morto di questa Unione Europea è evidentemente una falsificazione e noi ci batteremo perché questa falsificazione venga messa a tacere. Uscire da questa gabbia e fare entrare aria fresca…


Chiudiamo con un messaggio che vuoi lanciare ai nostri iscritti.

Lancio un messaggio, non solo ai nostri iscritti, ma anche a tutte quelle persone che possano covare una forma di curiosità nei confronti del nostro lavoro. Vi è stato detto che “uno vale uno”. Noi la pensiamo in termini profondamente differenti. Noi pensiamo che ciascuno possa dare un contributo determinante nella battaglia di liberazione che abbiamo davanti solo se puoi esprimere la propria unicità, solo se puoi esprimere le proprie esperienze, le proprie competenze di vita.

Da questo punto di vista noi diciamo che non siamo qui per salvarvi, per il semplice fatto che ci salveremo tutti assieme, se avremo la forza, la lucidità, la convinzione di mettere a disposizione le nostre energie, i nostri valori, le nostre conoscenze mettendole in trama comune e arricchendoci in maniera reciproca… questo è il bello di una comunità politica… intessere relazioni che abbiano una ripercussione in termini di liberazione sociale. Dobbiamo restituire ai partiti e in particolare a questo partito questo ruolo di avanguardia politica sociale culturale che è possibile solo quando ci rendiamo conto che siamo nelle condizioni di creare anche un’umanità nuova al suo interno.

Dunque ciascuno di voi si sente ingranaggio che può essere davvero decisivo in questa grande Lotta epocale che abbiamo davanti; senza semplificazioni, senza facilonerie, senza false promesse, ma vi garantisco che tutti insieme ce la faremo.

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