interviste

A tu per tu con il Segretario Mario Gallo

intervista al segretario nazionale del partito

Caro Segretario, che cosa significa per te «Ancora Italia – per La Sovranità Democratica» e perché non è un partito come gli altri?

Un partito è un abito che indossa una visione del mondo per manifestarsi nella storia. Il neoliberismo ha ridefinito la società secondo parametri “economici” con la creazione di un modello unico che mortifica la vita umana. Buona parte dell’umanità occidentale considera come cosa naturale che l’esistenza sia priva di ogni vero significato e non debba essere ordinata a nessun principio superiore, per cui si è abituata a viverla nel modo più sopportabile possibile. Ciò ha conseguenza inevitabile una vita interiore sempre più ridotta, informe, labile e sfuggente, una crescente dissoluzione di ogni dirittura e di ogni qualità di carattere. Ancora Italia mette al centro la cultura e promuove una concezione dell’uomo, non solo materia, recante in sé un principio di natura spirituale.

Ancora Italia, non è un partito come gli altri nel senso che non esistono altri partiti nel panorama attuale, ma solo strutture in diversa misura asservite al pensiero unico politicamente corretto ed eticamente corrotto. 


Quali sono gli obiettivi a lungo termine che si pone «Ancora Italia – per La Sovranità Democratica»?

Ancora Italia intende riabilitare il ruolo della politica e del “partito”, così come stabilito all’art. 49 della Costituzione che non parla, mi pare, di movimenti post-ideologici o di sterili spontaneismi utili solo a fungere da sgabello per l’evanescente personaggio di turno.La struttura partito, intesa in maniera tradizionale, ovvero costituita da articolazioni centrali e periferiche, presenza capillare sui territori, partecipazione collettiva nelle sedi congressuali, è l’unica forma di garanzia contro l’illusione dell’uno vale uno che introduce surrettiziamente il concetto che lo sforzo cosciente ed il sacrificio alla fine… non valgano a nulla. 

Solo attraverso la costanza dell’impegno politico si determina e si seleziona una classe dirigente preparata a portare avanti un vero progetto di riforma politica e sociale.


Il partito punta molto sull’aspetto culturale e informativo. Perché è così importante? 

Ancora Italia intende porsi come baluardo a difesa di una visione del mondo, contro l’ideologia neoliberista dell’uomo merce, contro il transumanesimo.

Per sua essenza, il mondialismo è ideologia del livellamento, attraverso esso aspira a creare un’unica sottocultura globale. Di qui l’esigenza vitale di difendere la cultura intesa come la capacità che ha la nostra mente ha di comprendere la vita, il posto che vi teniamo e i nostri rapporti con gli altri uomini. Cultura significa avere coscienza di sé e del tutto, ed avvertire intimamente la relazione con tutti gli altri esseri.


Ora la battaglia politica si concentra sul Green Pass. Ma quali sono le altre priorità della nostra forza politica?

Intendiamo promuovere e portare avanti, in linea con il dettato costituzionale, una riforma sostanziale della società. Stiamo giocando ad un tavolo con le carte truccate, non è possibile pensare a piccoli aggiustamenti o mezze verità, bisogna riformare la società partendo dai veri temi fondamentali. Sovranità monetaria, famiglia, istruzione, lotta contro le discriminazioni, riforma fiscale, sono solo alcune cose che intendiamo completamente riformare pensando fuori dagli abituali schemi e mettendo l’uomo, la sua dignità e la sua libertà al centro.


Chiudiamo con un messaggio che vuoi lanciare ai nostri iscritti.

Ancora Italia, prima ancora di essere un partito, è una visione del mondo. Il capitale non si ferma ideologicamente e concretamente di fronte a nulla. E per agire sta distruggendo quello spazio sociale collettivo che si è costruito nel tempo, partendo dalla famiglia come “cellula etica originaria” e arrivando a sciogliere i più solidi “vincoli di comunità”. Dobbiamo imparare innanzitutto essere una comunità solidale perché stiamo piantando alberi sotto la cui ombra non ci siederemo, ma il momento di farlo è adesso; prima o poi ciò che è “bello, giusto e armonico” si riaffermerà, a noi adesso è dato il compito di portare avanti un’azione politica improntata alla testimonianza, all’onore ed al coraggio, per un esistenza qualitativa di contro ad una sopravvivenza quantitativa. Se ci convincono che nulla può cambiare, nulla cambierà. A noi mutare il coefficiente di inevitabilità.

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