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Toscano («Ancora Italia»): «Nato la smetta di armare Kiev»

«La questione ucraina diventa sempre più grave e non è escluso che precipiti gettando nel caos il mondo intero. Questa situazione è il risultato dell’arroganza di un’alleanza occidentale che all’indomani del Muro di Berlino ha pensato di poter assorbire tutto il vecchio mondo sovietico dentro un’unica cornice appaltata ai soli valori occidentali spacciati come necessariamente globali e universali». Lo afferma in una nota il Presidente di «Ancora Italia – Per la Sovranità democratica», Francesco Toscano.

«Questa situazione – spiega – è frutto anche di una palese menzogna di chi promise un mancato allargamento della NATO e poi, mentendo, ha invece fatto entrare le ex nazioni del Patto di Varsavia dentro un’Alleanza Atlantica che aveva un senso quando il pericolo sovietico era esistente e che ora diventa un mero strumento di controllo e di minaccia adesso che l’Unione Sovietica non esiste più. Riteniamo assolutamente grave la manovra provocatoria dei Paesi occidentali che credono di poter amare l’Ucraina e renderla un’avamposto NATO nella convinzione che la Russia di Putin possa accettare questa realtà di fatto come se, tale evenienza, non mettesse in pericolo la sovranità di un Paese che non accetta di venire ingabbiato dentro un equilibrio che non guida e non controlla».

«Il nostro auspicio – prosegue Toscano – è che la NATO la smetta immediatamente di armare Paesi e nazioni che dovrebbero invece riscoprire l’importanza di avere, con i vicini, un rapporto non fondato sul continuo ricatto, ma cercare di coltivare delle realtà geopoliticamente serie senza pensare di assorbire il mondo russo dentro una dimensione che è contraria ai loro principi, alle loro tradizioni, al loro modo di intendere la sovranità. Bene farebbe l’Italia a non prendere parte a questa ennesima, fallimentare e inutile prova di forza, che finirà soltanto per esporre l’Europa come bersaglio dinanzi alle legittime reazioni russe, facendo il gioco di chi da lontano guarda, senza correre alcun rischio concreto».

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