Attualità

Interrogazione di Pino Cabras sulle dichiarazioni del prefetto di Brescia

Nella seduta dell’8 febbraio, l’onorevole Pino Cabras («L’Alternativa c’è») ha presentato un’interrogazione indirizzata al Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese circa le gravi dichiarazioni del neoprefetto di Brescia, Rosaria Laganà, su una legittima protesta annunciata da «Ancora Italia». «In data 20 gennaio 2022 – ricorda Cabras – l’emittente locale di Brescia «TT Teletutto» ha trasmesso alcune dichiarazioni rilasciate dalla dottoressa Maria Rosaria Laganà, neoprefetto di Brescia, a margine del suo insediamento, con le quali la rappresentante del Governo nel territorio, riferendosi – come parrebbe – ad alcuni articoli apparsi sul «Giornale di Brescia», relativi a un gruppo locale del movimento politico «Ancora Italia», ha esplicitamente evocato il terrorismo; le dichiarazioni del prefetto sono state riportate anche dallo stesso «Giornale di Brescia» del 21 gennaio 2022» osserva l’onorevole.

Queste le dichiarazioni del prefetto: «Le pagine del giornale danno un quadro preoccupante che sarà ovviamente oggetto di approfondimento nelle sedi appropriate. Però richiamo all’attenzione tutti coloro che sono contrari all’utilizzo del vaccino: possono anche legittimamente protestare, ma utilizzando forme avulse da rimandi a condotte che possono essere ben definite di terrorismo»; le dichiarazioni del prefetto Laganà, osserva l’onorevole Cabras, «sembravano riferirsi ad alcuni articoli giornalistici, pubblicati nei giorni precedenti, nei quali si rivelava l’intenzione del gruppo locale di «Ancora Italia» di organizzare una manifestazione contro il green pass attraverso l’occupazione del Palazzo della Loggia, sede del comune di Brescia; il «Giornale di Brescia» del 20 gennaio 2022, infatti, titolava in prima pagina «Il piano segreto del gruppo No vax» e anticipava «progetti choc» riguardo la suddetta manifestazione; tuttavia, in contraddizione con i titoli allarmistici, il testo degli stessi articoli riportava più volte una verità diversa nella quale, invece, le reali intenzioni degli organizzatori erano quelle di «un gesto non violento ma dimostrativo», «un proposito “dimostrativo e simbolico” (senza intenti violenti) per contrastare il sindaco Emilio Del Bono».

«È fonte di particolare preoccupazione per il libero esercizio democratico delle libertà e dei diritti politici – afferma l’onorevole Pino Cabras – il fatto che il prefetto Laganà, rappresentante del Governo sul territorio e massima autorità provinciale di pubblica sicurezza, evochi il pericolo terrorismo in merito agli intenti di una pacifica e non violenta azione dimostrativa organizzata da un movimento politico; nel nostro ordinamento l’unica definizione di «terrorismo» è fornita dall’articolo 270-sexies del codice penale che delinea il perimetro delle condotte con finalità di terrorismo: «Sono considerate con finalità di terrorismo le condotte che, per la loro natura o contesto, possono arrecare grave danno ad un Paese o ad un’organizzazione internazionale e sono compiute allo scopo di intimidire la popolazione o costringere i poteri pubblici o un’organizzazione internazionale a compiere o astenersi dal compiere un qualsiasi atto o destabilizzare o distruggere le strutture politiche fondamentali, costituzionali, economiche e sociali di un Paese o di un’organizzazione internazionale […].

È del tutto evidente, spiega Cabras, «che una pacifica manifestazione nell’esercizio delle libertà democratiche non può essere nemmeno lontanamente associata a una condotta criminale con finalità di terrorismo; equiparare un atto pacifico di espressione politica a una condotta terroristica non trova alcun fondamento nel nostro ordinamento ed è in aperto contrasto con i valori e i princìpi democratici della Costituzione repubblicana; inoltre, desta particolare perplessità la leggerezza con la quale il prefetto Laganà abbia proferito tali gravissime affermazioni sulla sola base – sembrerebbe – di alcuni titoli di giornale che, come sopra evidenziato, erano tra l’altro in aperta contraddizione con il testo degli articoli medesimi».

S’interroga dunque «se il Ministro interrogato sia informato dei fatti esposti in premessa e, in particolare, delle gravi affermazioni del prefetto di Brescia, dottoressa Maria Rosaria Laganà; se il Ministro interrogato ritenga opportuno che un prefetto possa evocare il terrorismo riferendosi a manifestazioni pacifiche e non violente; se il Ministro interrogato non ritenga anomalo che un prefetto possa rilasciare dichiarazioni di una tale gravità sulla sola base di titoli giornalistici, e quali eventuali iniziative di competenza intenda adottare al riguardo».

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